• Cosa è

    Il legal design è un approccio multidisciplinare alla progettazione e realizzazione di servizi e prodotti legali, che pone al centro il punto di vista dell’utilizzatore finale della legge (sia esso il cliente, il cittadino, il consulente, o anche il magistrato) e rende così il diritto più fruibile e comprensibile.

    E’ una disciplina che combina diritto, design, plain language, tecnologia e molto altro.

  • Da dove viene

    Il legal design nasce ai due capi dell’Oceano atlantico: in California, secondo gli approcci di DESIGN THINKING, e in Finlandia, secondo gli insegnamenti della PROACTIVE LAW.

    “TO MAKE LAW MORE ACCESSIBLE, USEFUL AND ENGAGING” era l’obiettivo di Margaret Hagan, seguendo l’approccio del design thinking. In Finlandia, il legal design si è sviluppato seguendo gli insegnamenti della PROACTIVE LAW, ovvero “la formazione delle persone, in ambito aziendale, affinché operino con il supporto di metodologie e strumenti utili a percepire anticipatamente i problemi, le tendenze o i cambiamenti futuri, al fine di pianificare le azioni opportune in tempo”.

  • Come funziona: le 5 tappe del Design Thinking

    Il legal design è un approccio al mondo del diritto secondo i principi del DESIGN THINKING.

    D’altra parte,  “il design è UNO, non ci sono differenti design. La disciplina del design è una e può essere applicata a diversi soggetti” (Massimo Vignelli, uno dei designer più conosciuti del secolo scorso).

    Così, come ha detto M. Hagan, applicare il design thinking significa portare il design in altre discipline: è il design applicato ad altre discipline. Nel nostro caso, al diritto.

  • La scrittura giuridica e gli elementi visivi

    Le lettere dell’alfabeto, i venti caratteruzzi galileiani. Combinate insieme formano PAROLE. Le parole, a seconda di come sono combinate insieme, hanno un tono diverso. Basta “legalese”, come per molto tempo è stato chiamato il “gergo” del mondo legale. Un linguaggio chiaro, comprensibile, fruibile è possibile anche nel mondo del diritto.

    Nella redazione del documento giuridico, poi, possono venire utilizzati ELEMENTI VISIVI: icone, grafici, schemi, tabelle, timeline, mappa, immagini, colori e tutto quanto possa rendere più immediata e rapida la comprensione.

  • La tecnologia

    Anche la tecnologia è un elemento fondamentale di un approccio al diritto di legal design. Oramai si stipulano quotidianamente contratti on line, se ne accetteno le condizioni, si predispongono privacy policy da leggere sui device e  vengono raccolti o rilasciati consensi tramite strumenti tecnologici, i chatbot aiutano a rispondere a domande.

    Ma non solo i contratti o le policy, anche i processi e gli atti giudiziari ormai passano attraverso strumenti tecnologici.

     

  • I vantaggi di un approccio di legal design in azienda

    Molti sono i vantaggi di un approccio di legal design.

    Innanzitutto, sostenibilità, etica e inclusività. Ma anche business e identità del brand.

    E ancora responsabilità giuridica e sociale d’impresa, compreso il rispetto delle più recenti normative che ormai pongono il dovere di chiarezza, trasparenza, comprensibilità, sintetiticità come obbligo giuridico per le imprese e i loro legali.

  • Le possibili applicazioni

    Potenzialmente ogni processo o documento giuridico può essere sviluppato seguendo un approccio di legal design.

    Contratti, regolamenti, policy, informative e istruzioni, pareri: ogni documento giuridico può essere realizzato secondo un approccio di legal design.

    E ogni processo giuridico può essere implementato secondo un approccio di legal design.

  • Esempi famosi

    Una delle prime applicazioni del legal design è stata a New York, dove venne realizzato dal Center for Urban Pedagogy la Guida Vendor Power.

    Un famoso esempio di legal design di cui tanto si parlò quando venne pubblicato dall’azienda e che ebbe un successo imprevisto tra gli utenti del web, è la privacy policy di JURO

Embed iList – Avv. Veronica Morlacchi